giovedì 15 novembre 2012

Riflessione su giochi da maschi e giochi da femmine (dal libro "Giochi con me?" di Claudia Porta)


La mia lettura della sera di questo periodo è Giochi con me? di Claudia Porta.
Claudia, noi blogger la conosciamo tutte...lei si distingue per le sue proposte di giochi fai date, di giochi alla scoperta della natura, di giochi steineriani e montessoriani....entrare nel suo blog per me è stato come entrare in un luogo ricco di tante belle cose nuove di cui io non sapevo neanche l'esistenza, e per questo ogni volta è stimolante leggere le sue idee.

Non sono ancora arrivata alla fine del libro, ma le parti che fin'ora mi hanno appassionato sono piu di una...perciò mi fa piacere parlarne qui strada facendo, magari ne esce un bel confronto di idee e di esperienze tra noi mamme.
Il capitolo che mi ha fatto riflettere per diversi giorni e soprattutto notti è quello che riguarda "Giochi e stereotipi".
Detto ancor più semplice, si tratta del diverso approccio che generalmente si ha difronte ad un maschietto e ad una femminuccia.
Claudia fa notare come noi adulti, chi più chi meno, cadiamo nel tranello di trattare in modo diverso maschi e femmine.
A partire dai complimenti - di bellezza per le bimbe e di forza per i bimbi - per poi passare alla stimolazione del coraggio per i maschi, mentre per le femmine si punta più sui sentimenti.
Un esempio classico è dire ad un bimbo che piange "non fare la femminuccia", come se lasciarsi andare al pianto sia sinonimo di debolezza che spetta solo al sesso femminile.
Se invece incontriamo una bimba che si arrampica, che fa giochi "violenti" o si sporca a terra, la nostra mente la definisce "maschiaccio".
Il massimo del confronto tra due mondi che sembra debbano essere opposti, lo vediamo distintamente entrando in un grande negozio di giocattoli: tutto azzurro e "forte" da un lato, contro tutto rosa e "delicato" dall'altro.

Io personalmente, dopo i primi errori iniziali, non entro più in un negozio di giocattoli con i miei figli - un maschio e una femmina -: uno scappa da una parte e l'altra dal lato oppusto, fissando in estasi giochi per loro da sogni, ma quasi sempre è la pubblicità che li ha precedentemente condizionati.

Voglio essere io a sceglie per loro, in maniera ragionata e ponderata e cercando di non trascurare i loro gusti personali.
E quasi sempre finisce che un solo gioco piace ad entrambi (le costruzioni, la fellovia di legno, apparecchiare la tavola, preparare pappe con tanti pentolini.......) e si divertono a condividere insieme momenti di divertimento che sono certa ricorderanno con piacere quando saranno grandi.

 

Nonostante questo, leggendo le riflessioni di Claudia, mi sono resa conto che anche io cado nel tranello.
Ci cado quando compro vestiti di colore chiaro a Linda, metre per Valentino sono sempre più scuri; ci cado quando andando al ristorante, propongo a Valentino di portarsi una macchinina piuttosto che una bambolina come sua sorella.......

Quello che i bambini apprendono da piccoli, sarà quello che poi vivranno da adulti e  trasmetteranno a loro volta ai loro figli.


Se vogliamo che nostro figlio sia un buon marito/compagno da adulto, insegnamogli che i panni sporchi vanno messi nell'apposito cesto e non lasciati per terra perchè tanto poi c'è la mamma che li raccoglie e li lava; se vogliamo che sia un buon padre insegnamogli a vivere con serenità anche  i sentimenti più delicati.
Nostra figlia sarà una moglie migliore se oltre a fare faccende domestiche, saprà anche chiedere aiuto al suo compagno quando è al limite delle sue possibilità; sarà una donna più felice se le trasmetteremo la possibilità di prendersi una pausa per se, di coltivare i suoi interessi piuttosto che dedicarsi esclusivamente a marito e figli. E soprattutto facciamole capire che può avere "successo" se userà prima di tutto l'intelligenza piuttosto che la sensualità e l'abbigliamento.

Dato che i bambini apprendono giocando, il modo migliore per trasmettere loro queste capacità è ovviamente il gioco unito al modo di porci di noi genitori, padri e madri, che dobbiamo trasmettere gli stessi valori e le stesse priorità sia ai figli maschi che alle figlie femmine.

Come spunto di riflessione trascrivo le stesse domande che Claudia pone nel suo libro:
"Ma è davvero utile formare esseri umani destinati a non capirsi? Davvero vogliamo educare futuri bullettti, privi di empatia, incapaci di comprendere le proprie mogli  e di accudire i propri bambini?
Davvero è cosi spaventosa l'immagine di un uomo capace di comprendere, di sostenere, di coccolare? Non è quello che tutte vorremmo? Prendersi cura degli altri ed in particolare dei neonati, non fa parte del bagaglio che tutti, uomini e donne,dovrebbero apprendere?"

Io cerco ogni giorno di non dimenticare queste riflessioni e di applicarle alla nostra vita in famiglia!

6 commenti:

LaCasettaDelleIdee ha detto...

Sono d'accordo con te su tutto tranne che su una cosa, non è una critica però eh ci mancherebbe :) ! Non sono d'accordo sul fatto di essere noi a dover decidere per loro, è ovvio che a volte siamo noi a decidere per loro tenendo conto dei loro gusti come dici tu però trovo giusto che nel momento in cui decidiamo di voler regalare un gioco ai nostri bimbi, senza che si tratti di una ricorrenza dove è bello fare una sorpresa e allora scegliere noi, siano loro a scegliere, ad avere la possibilità di perdersi in un mondo che a loro sembra fiabesco zeppo di giocattoli. Perché è vero che fare la distinzione maschi/femmine non porta a nulla di buono però è pur vero che se mio figlio sistematicamente preferisce lego o macchinine di polizia pompieri polizia mia figlia preferisce magari qualcosa più "da femmina" non mi va di bloccarli in questi gusti diversi...fermo restando che poi a casa spesso giocano insieme a macchinine o alla cucinetta :) !

Jessica MammaGiochiamo ha detto...

Ma certo che non è una critica...se tutti sono daccordo con me di che parliamo?!
Per spiegare meglio quella frase....scelgo io perchè compenso quello che invece non posso evitare (giochi regalati da parenti o amici) e poi perchè ogni volta che si regalano giochi distinti inevitabilmente se li litigano. Io che li conosco bene ho il quadro chiaro per immaginare che ciccio bello che fa la cacca non è un gioco che piace veramente a mia figlia (nonostante quando lo vede in tv me lo chiede); invece so che a lei piaccino molto i pony del famoso cartone animato e che ci gioca moltissimo trattandoli come sostituti delle bambole, ci gioca ogni giorno, li tiene con cura e non li abbandona per mesi in un contenitore....allora alla prima occasione gliene regalo un altro...
Poi scegliendo io, do loro la possibilità di giocare veramente insieme e non solo vicini nella stessa stanza ma senza interagine.....spesso ci prendo, poi ovviamente capita anche di sbagliare. Poi inevitabilmente i maschi sono diversi dalle femmine...ma cerco di non esaltare ancor piu questa differenza!

Twins(bi)mamma ha detto...

che bel post... io avendo gemelli maschio e femmina mi soffermo sul dubbio di limitare qualche gioco al maschietto xhè da femmina o viceversa ma il dubbio secondo me glielo mettiamo noi xhè è naturale che i bambini siano attratti da tutto indipendentemente dal "sesso" del gioco chè anche io come mamma attenta cado sui stereotipi e quando il mio maschietto ama travestirsi guardo dubbiosa i suoi travestimenti da principessa etc...quando poi lui ama il teatro, gli piace recitare e affini e quindi insomma i problemi me li faccio solo io :P

Jessica MammaGiochiamo ha detto...

proprio il tranello di cui parlavo sopra: stereotipi talmente consolidati nelle menti delle persone che, anche chi cerca di evitarli, non riesce mai del tutto. Però l'importante è far molta attenzione, poi una svista capita a tutti perchè mica siamo perfette: siamo mamme!

supermamma ha detto...

ho ordinato già il libro e non vedo l'ora che arrivi anche a me piace tanto claudia porta e sono certa che mi piacerà anche il suo libro, é vero noi mamme possiamo fare tanto per educare bene i nostri bambini ...speriamo di riuscirci nel migliore dei modi :-)

Jessica MammaGiochiamo ha detto...

Metterci il massimo del nostro impegno è già un buon punto di partenza per ottenere dei buoni risultati...che ben inizia è a metà dell'opera si dice! Buona lettura

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